Da Silvia Romano alla riforma del settore

Non sarà mai troppo presto quando si deciderà di aprire il vaso di pandora del settore delle ONLUS italiane e richiederne una regolamentazione più seria e stringente, in particolare per quelle che operano all’estero.

Il livello di dabbenaggine mostrato da Africa Milele non è un caso isolato. In Italia ci sono oltre 23 mila ONLUS (dato del 2018) su oltre 300 mila istituzioni senza scopo di lucro. Di questo mare magnum, solo 217 sono accreditate presso l’Agenzia Italiana della Cooperazione allo Sviluppo. Tra queste non c’è Africa Milele, come non c’è AMKA Onlus, la famosa ONG per cui lavorò per ben 5 anni, tra Congo e Guatemala, l’eroe dei due mondi Di Battista. ONG mai registratasi neanche presso l’ambasciata italiana di Kinshasa e totalmente sconosciuta agli operatori del settore.

Se è vero che le organizzazioni non governative che si occupano di cooperazione con i paesi in via di sviluppo devono ottenere il riconoscimento da parte del Ministero degli Affari Esteri per poter beneficiare dei contributi della cooperazione italiana, è altrettanto vero che non esiste alcun obbligo di relazionarsi con il MAE per chi non accede a quei fondi. Dunque non c’è alcun legame tra il riconoscimento del MAE e l’autorizzazione a lavorare nei Paesi in via di Sviluppo. Una falla perfetta che permette il prolificare di organizzazioni i cui affari ed attività sono ai più ignoti.

Succede dunque che chiunque di noi possa, da un giorno all’altro, avviare una ONLUS, raccogliere fondi tra amici, oratori, scuole e chiese, e partire: si tratta di una zona grigia che cresce all’ombra di un sistema incapace di imporre standard adeguati e di farli rispettare, con grave danno all’immagine e credibilità del settore e di chi vi lavora professionalmente.

Una regolamentazione più stringente è necessaria proprio per valorizzare il tessuto buono del terzo settore, che necessita di un sostegno articolato e regole adeguate per poter competere alla pari con ONG come Oxfam o Save the Children.

In questo senso le funzioni dell’Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo (AICS) vanno ampliate, di pari passo con il suo budget, per raggiungere una capacità di impatto adeguata alla sua missione.

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Sitting on a volcano!
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